09 luglio 2020

“L’arte dell’allattamento materno” diventa accessibile alle mamme cieche e ipovedenti

Immagine: La copertina del manuale “L’arte dell’allattamento materno” è illustrata con un infante allattato al seno

Tradotto in versione audio grazie ad un accordo tra La Leche League Italia, un’associazione di volontariato che si dedica al sostegno delle mamme che desiderano allattare, e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, il noto manuale “L’arte dell’allattamento materno” è ora a disposizione delle neo mamme cieche o ipovedenti e delle loro famiglie. Diventare mamme non è una tappa obbligata, ma le donne con disabilità che scelgono questo percorso devono poter accedere a tutti i servizi (anche quelli informativi) senza discriminazioni basate sulla disabilità.

Grazie ad un accordo tra La Leche League Italia, un’associazione di volontariato che si dedica al sostegno delle mamme che desiderano allattare, e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) è stata realizzata una versione audio del manuale “L’arte dell’allattamento materno”, edito, per l’appunto, da La Leche League Italia. Il nuovo formato è distribuito gratuitamente alle neo mamme cieche o ipovedenti, e alle loro famiglie, previa registrazione al sito dell’UICI.

Pubblicato in America 64 anni fa con il titolo “The womanly art of breastfeeding”, il manuale è stato tradotto in moltissime lingue ed ha venduto milioni di copie. L’attuale edizione italiana, revisionata nel 2019, è la traduzione dell’ottava edizione americana. L’opera nasce dagli appunti di un gruppo di sette donne che in un parco nell’Illinois hanno iniziato a scambiarsi le loro esperienze sull’allattamento ed hanno deciso di metterle a diposizione delle altre mamme per aiutarle in questa pratica. Si tratta di «un testo che si distingue da tutti gli altri in commercio per contenuti scientifici, affidabilità e linguaggio. Altri milioni di madri troveranno, tra queste righe, proprio ciò che cercano. Troveranno quelle parole che le rassereneranno in un momento pieno di emozioni intense e meravigliosamente contrastanti come lo è il divenire madre, accogliere un bambino, crescerlo, allattarlo», si legge nella scheda di presentazione del manuale pubblicata nel sito di La Leche League Italia.

Diversi media riportano i commenti soddisfatti dei responsabili degli enti coinvolti nel progetto di realizzazione della versione audio.

«L’idea che da oggi anche le mamme cieche o ipovedenti, dopo essersi registrate al sito dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, – ha detto Francesca Garofalo, presidente de La Leche League Italia – possano usufruire di un aiuto prezioso come il manuale “L’arte dell’allattamento materno” rende veramente felici le 120 Consulenti de La Leche League italiane, volontarie che offrono il loro sostegno gratuitamente e che rimangono sempre a disposizione per tutte le mamme al numero unico nazionale 199 432326 tutti i giorni, sabato e domenica compresi, dalle 8 alle 20. Vogliamo mandare un particolare ringraziamento alla signora Mariadele Cinquegrani che ha messo a disposizione la sua voce per 1174 minuti!»

Non meno entusiasta è stato il commento di Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI, che parlando delle molteplici attività svolte dall’Associazione in tutto il territorio nazionale ha osservato: «in questo quadro di servizi, rientra anche l’attività del Centro Nazionale del Libro Parlato istituito dall’Unione e sostenuto da una Legge dello Stato per realizzare registrazioni professionali di testi di qualsiasi genere e metterli gratuitamente a disposizione degli utenti ciechi e ipovedenti. La realizzazione di questo manuale dedicato alle donne, per la prima volta in Italia e in una lingua diversa dall’inglese in forma di audiolibro, è una conferma dell’utilità del servizio e della vicinanza dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti a tutte le persone con disabilità visiva e qui in specifico al genere femminile, particolarmente preziosa oggi più di sempre, in periodo di pandemia e di emergenza che ha accentuato il rischio di isolamento e di solitudine, soprattutto per gli individui più fragili, che noi vogliamo invece rappresentare e tutelare nel modo più giusto».

In un contesto come quello italiano, che ancora fatica a rendere concretamente fruibili i servizi per la salute sessuale e riproduttiva delle donne con disabilità, iniziative come questa infondono fiducia. Diventare mamme non è una tappa obbligata, ma le donne con disabilità che scelgono questo percorso devono poter accedere a tutti i servizi (anche quelli informativi) senza discriminazioni basate sulla disabilità. (Simona Lancioni)

Fonte: Informare un'H

Condividi