17 marzo 2019

Trust in life, 250 mila euro per progetti dedicati al "dopo di noi"

Immagine: foto di un babbo che fa volare un aquiloni e dietro al figlia, sono in un prato

Emancipazione dal nucleo familiare, supporto alla domiciliarità, miglioramento dei programmi di abilitazione e delle competenze per la gestione della vita quotidiana: sono gli ambiti del bando che Ubi Banca, insieme ad Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e Cgm (Consorzio Nazionale della cooperazione sociale), promuove all’interno del progetto Trust in life”.

Quest’ultimo, lanciata a giugno del 2017 dall’istituto di credito, mette a disposizione delle persone con grave disabilità e delle loro famiglie servizi, supporti finanziari e modelli di intervento innovativi, con particolare riferimento alla normativa sul “Dopo di noi”. In questo contesto è stato promosso un bando riservato alle organizzazioni aderenti alle due Reti, con la finalità di sviluppare progetti innovativi per rispondere ai bisogni di persone con grave disabilità come l’emancipazione dal nucleo famigliare di origine o dalla vita della comunità-alloggio, il miglioramento del supporto alla domiciliarità o lo sviluppo di competenze per la piena autonomia. Finalità del progetto Trust in Life è quella di contribuire a costruire modelli di intervento coesivi ed efficienti per favorire la piena realizzazione di percorsi di vita autonoma ed inclusivi.

Saranno selezionati fino a 7 progetti e le organizzazioni vincitrici potranno usufruire di una somma complessiva messa a disposizione da Ubi Banca, a titolo di liberalità, di 250mila euro.

Inoltre, le associazioni selezionate avranno la possibilità di accedere a finanziamenti a tasso zero fino a 25mila euro (durata massima 60 mesi) e ad un conto corrente con canone gratuito per 36 mesi.

Le reti Cgm/Anffas supporteranno i premiati con quattro incontri trimestrali collegiali per facilitare lo scambio e l’interazione fra loro finalizzati a superare eventuali criticità nella fase di avvio del progetto.

Il bando si avvale della collaborazione di Fondazione Italiana Accenture, che ha messo a disposizione la piattaforma digitale per la gestione del bando, e del contributo scientifico di Cerif, Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia dell’Università Cattolica, che ha fornito il supporto per la definizione dei criteri di valutazione dei progetti. Una giuria (composta da rappresentanti di Ubi Banca, dei partner Cerif, Fondazione Italiana Accenture e da almeno un rappresentante del mondo non profit) selezionerà i progetti vincitori valutando gli aspetti di innovazione, reputazione, affidabilità ed esperienza, sostenibilità del progetto nel lungo periodo.

Il concorso, sarà aperto fino al prossimo 11 ottobre.

Le premiazioni avverranno all’inizio del 2020.

 

Fonte: Redattore Sociale

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