Disabilità e genere. Diritto e Diritti

logo conferenza disabilità 2017

Referente: Piera Nobili.C.E.R.P.A. Italia Onlus 

Partecipano: Maria Giulia Bernardini- Filosofia del Diritto UNIFE, Simona Lancioni-sociologa Centro “Informare un’h” Peccioli, Nadia Muscialini-psicoanalista, Valeria Saragoni-Casa delle Donne di Ravenna, M.Stella Pieroni-Coord.DIPOI

Le donne con disabilità vivono condizioni di discriminazione a causa del genere e della disabilità, condizioni peculiari di questo specifico gruppo sociale non sperimentate né dagli uomini con disabilità, né dalle donne in generale. Le donne con disabilità, infatti, sperimentano quotidianamente una forma di discriminazione a più fattori: il fatto di essere donne in una società patriarcale, il fatto di essere disabili in una società disablista, il fatto di essere donne disabili. Infatti, il sessismo (termine coniato negli anni ’60 del XX sec), il razzismo (l’attuale accezione risale alla metà del XIX sec.) e il disabilismo sono storie di dominio di un gruppo su un altro gruppo, che hanno in comune i meccanismi, i dispositivi, le strutture che reggono i sistemi di svalorizzazione, subordinazione e discriminazione.

È quando questi fattori discriminatori si combinano che danno luogo alla cosiddetta discriminazione multipla. Il rapporto della Commissione Europea del 2007 definisce la discriminazione multipla come una discriminazione non riferibile ad un’unica dimensione, bensì agita da due o più fattori concomitanti.

Tale stato delle cose incide negativamente in diversi ambiti di vita delle donne con disabilità: hanno minore accesso all’istruzione; rispetto agli uomini con disabilità hanno più alti tassi di disoccupazione vivendo con ciò condizioni di povertà e di solitudine maggiori; sono svantaggiate nell’accesso ai servizi di prevenzione e cura sanitari; sono più soggette ad abusi e violenze anche da parte dei caregivers formali ed informali.

È chiara la disparità esistente col resto della società, sia in seno alla coorte delle donne che in quella delle persone con disabilità, in termini di opportunità alla vita indipendente ed alla conquista di autonomia, di riconoscimento di sé in quanto soggetto di diritti e soggetto politico. Purtroppo ancora oggi le politiche ed azioni fatte a favore della disabilità sono pensate per una persona con disabilità generica, senza tenere conto delle differenze di genere, così come le politiche ed azioni fatte a favore delle donne sono pensate per una donna generica, senza tenere conto della disabilità. Le due sfere, invece, andrebbero integrate e fatte interagire affinché l’una informi compiutamente l’altra di sé.

A partire da queste considerazioni si vuole, affrontare il tema proposto selezionando alcuni ambiti di riflessione che abbiano una diretta ed importante ricaduta sulla vita delle donne con disabilità.

L’evento sarà articolato con una iniziale lectio magistrale tenuta da Maria Giulia Bernardini che verterà sul soggetto donna con disabilità fra decostruzione degli stereotipi, diritti e giusfemminismo (40’); proseguirà Simona Lancioni che relazionerà su donne con disabilità e lavoro (30’); la terza relazione, tenuta da Nadia Muscialini, affronterà il poco esplorato tema della violenza (30’); l’ultimo intervento affronterà la relazione intercorrente fra donne con disabilità e città, ne parlerà Valeria Saragoni (30’); a conclusione si aprirà una tavola rotonda dove la platea dei/delle presenti potrà interloquire e confrontarsi con le relatrici.

Ultimo aggiornamento: 11.10.2017
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