Le società sportive ospiti alla Fortezza si presentano

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Le società sportive si raccontano e presentano il programma delle giornate in cui saranno in Fortezza da Basso (15 e 16 settembre, dalle 16) in occasione della Conferenza regionale e nazionale sulla disabilità. Le loro storie danno testimonianza di come sia possibile vivere in un altro modo lo sport e di come chi si impegna ogni giorno a superare i limiti imposti dalle proprie diverse abilità, sia in grado anche di superare le strutture rigide delle discipline sportive ufficiali.

  • Special Olympics è un programma educativo, culturale, che propone e organizza allenamenti ed eventi dedicati a persone con disabilità intellettiva per ogni livello di abilità.
    Dal sito web di Special Olympics:
    Al fine di preservare l’autostima dell’Atleta Special Olympics che “si impegna con tutte le proprie forze”, Special Olympics promuove la competizione ma non l’agonismo: l'Atleta che porta a termine la sua gara viene sempre premiato. Gli atleti gareggiano in batterie di pari livello costituite in fase preliminare da personale tecnico qualificato.
    Special Olympics è un programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per le persone, ragazzi ed adulti, con disabilità intellettiva. Nel mondo sono oltre 170 i paesi che adottano il programma Special Olympics.
    Il giuramento dell'Atleta Special Olympics è: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”.
    La convinzione di Special Olympics è che il programma sportivo e le competizioni che propone aiutino le persone con disabilità intellettive a migliorarsi fisicamente e crescere mentalmente, socialmente e spiritualmente.

    Special Olympics crede che la competizione tra persone con uguali abilità è il miglior modo per testare le proprie capacità atletiche, misurare i propri progressi ed aspirare ad una crescita. Lo spirito di Special Olympics trascende, così come fa la disabilità, tutte le razze, le nazionalità, i confini geografici, le età o le religioni.
    La testimonianza di Davide, atleta di canottaggio ►►
     

  • Il progetto “Se mi aiuti ballo anch’io”, promosso dall’omonima associazione sportiva amatoriale con sede a Siena, è nato da un’idea di Roberto Girolami, tecnico della Federazione Italiana Danza  Sportiva (FIDS) e responsabile dei non vedenti per la Federazione ed è  membro del CIP (Comitato italiano Paralimpico).
    L’obiettivo è la divulgazione della cultura della danza sportiva nel mondo dei non vedenti e delle persone con disabilità. La convinzione di fondo che sta alla base del progetto, è che la danza, oltre a produrre un benessere psico-fisico, svolga un’importante funzione d’integrazione tra le persone.
    Scrive l’Associazione Se mi aiuti ballo anch’io:
    Con la danza si crea un ambiente integrato, tra disabili e non, uniti dallo stesso fine, “il ballo”: nella nostra associazione la condivisione inizia nelle sezioni di danza dove partecipano coppie di disabili-supporter e coppie di non disabili e questa integrazione non si esaurisce nei momenti associativi ma si estende anche in altri contesti esterni ludici e non solo.
    Un percorso di danzaterapia è consigliato anche a coloro che intendono ampliare le proprie capacità relazionali, superando i blocchi emozionali, le rigidità della postura, le paure del contatto con gli altri, le difficoltà di relazione con sé stessi e con il proprio corpo. Siamo consapevoli che questa attività permette di sperimentare la dimensione del gruppo, proponendo così una modalità positiva dello stare insieme, educa inoltre all'osservazione e al confronto.
    In questo anno abbiamo ottenuto dalla Regione Toscana un importante riconoscimento come associazione sportiva sporthabile.
    Nel corso degli anni la nostra associazione ha preparato gli atleti, con l’aiuto di volontari specificamente formati, alle competizioni dei Campionati regionali, nazionali e internazionali di danza sportiva per le seguenti discipline:
    - ballo da sala, liscio unificato, Standard;
    - latini-americani, caraibici e show dance.
    L’attività sportiva del nostro gruppo è rivolta ad atleti con problemi della vista, a coloro che hanno disturbi relazionali e deficit motori. La nostra associazione è pronta a seguire l’insegnamento del “ballo in carrozzina”. A riguardo collabora da tempo con altre associazioni sul territorio che si occupano di questa disciplina.

 

  • Ballano senza l'uso degli arti inferiori e spesso anche con difficoltà a quelli superiori: sono i ballerini dell’Associazione Wheelchair Dance – Centro Toscano Danza Integrata (a Firenze, in via del Pesciolino) che dal 2012 porta con sé le conoscenze e l’esperienza maturate dagli atleti e dagli istruttori con la Wheelchair Sport Firenze, nel 2006 la prima scuola di Danza Sportiva Integrata a livello nazionale.
    I ballerini in carrozzina hanno patologie che non rendono possibile l’uso e il controllo completo in particolare degli arti inferiori. Questo non impedisce loro, con l’aiuto e la dedizione di istruttori qualificati, di esprimere le capacità artistiche al massimo livello e di partecipare a importanti appuntamenti di danza sportiva: in rappresentanza dell’Italia hanno preso parte allo scorso  Campionato del mondo a San Pietroburgo (Russia), ai Campionati Europei di Varsavia nel 2014 e ai Campionati del Mondo di Roma nel 2015.
    La Wheelchair Dance Firenze esercita studio e sperimentazioni continue: è stata la prima realtà al mondo di Danza Integrata a realizzare coreografie di danze Latino Ispaniche (Flamenco e Tango Flamenco).
    L’attività dell’associazione, oltre all’apprendimento di una disciplina rigorosa come la danza per persone con disabilità fisica (paraplegici, tetraplegici, persone con disturbi motori vari), mira anche allo sviluppo della socialità, alla cura della persona e alla partecipazione a progetti comuni.
    Nel progetto “Danza Integrata” la partecipazione delle persone disabili è sempre attiva.
    Le attività previste sono:
    - danza coreografica e di rruppo;
    - danza Sportiva di coppia.

    La Danza Coreografica e di Gruppo rappresenta l’attività di base per l’inserimento delle persone disabili: si svolge insieme agli istruttori o ad altri ballerini non disabili che si rendano disponibili, in un lavoro di gruppo strutturato dall’istruttore di riferimento. Questa attività è particolarmente importante per la necessaria interdipendenza dell’uno nei confronti dell’altro e per il raggiungimento degli obiettivi comuni dell’apprendimento. Al contempo questa tipologia inserisce il disabile in un gruppo di lavoro ponendolo in un rapporto alla pari con le altre persone.
    La Danza Sportiva, nelle varie specialità previste dalla FIDS e dall’ IPC-International Wheelchair Dance, è praticata da coloro che oltre alla Danza di Gruppo desiderino seguire in modo più approfondito la Danza di Coppia (Danze Standard e Latino Americane) per poi accedere all’attività agonistica.

 

  • L’Hockey in carrozzina “Lupi Toscani” della A.S.D. Robur Scandicci (16 settembre, Arena Strozzi, piazzale esterno) scrive:
    Nell’ hockey in carrozzina elettrica ci sono giocatori che conducono la carrozzina con il mento o con strumenti di tecnica moderna. Si tratta di giocatori malati di distrofia muscolare o colpiti da malattie degenerative. In Italia sono presenti oltre 30 squadre che partecipano a campionati di serie A1 e serie A2 e noi Lupi Toscani partecipiamo al campionato nazionale A2 (anche con lunghe trasferte) da ben 5 anni.
    La nostra squadra è composta da 11 giocatori che provengono dalle province di Firenze, Pisa e Pistoia e siamo molto fieri di aver portato questo sport anche nella nostra regione.
    I Lupi Toscani amano questo sport e partecipano a svariate attività e eventi come tornei e manifestazioni nelle piazze di molte città con scuole e altre organizzazioni. Inoltre, abbiamo ottenuto il riconoscimento da parte della Regione come Scuola di hockey in carrozzina elettrica.
     
  • La Sezione Tecnica Territoriale di Baskin toscano (15 settembre, Arena Strozzi, piazzale esterno) si presenta:
    Il Baskin è una nuova attività di tipo sportivo che si ispira al basket ma ha caratteristiche particolari e innovative. Un regolamento, composto da 10 regole, ne governa il gioco conferendogli caratteristiche incredibilmente ricche di dinamicità e imprevedibilità. Questo nuovo sport è stato pensato per permettere a giovani disabili e non di giocare insieme, nella stessa squadra (composta sia da ragazzi che da ragazze). In effetti il Baskin permette la partecipazione attiva di giocatori con qualsiasi tipo di disabilità (fisica e/o mentale) che consenta il tiro in un canestro…
    10 regole valorizzano il contributo di ogni ragazzo/a all’interno della squadra: infatti il successo comune dipende realmente da tutti. Questo adattamento che personalizza la responsabilità di ogni giocare durante la partita, permette di superare positivamente la tendenza spontanea a un atteggiamento “assistenziale” a volte presente nelle proposte di attività fisiche per persone disabili.
    Il Baskin è una nuova realtà emergente in Italia e anche in Toscana. Attualmente sono presenti 6 società che praticano l’attività e altre che sono in fase di costituzione.
    Per questo la Sezione Nazionale di Baskin ha costituito in Toscana una Sezione Territoriale per la diffusione della nuova attività e per l’organizzazione di tutte le attività inerenti e collaterali al Baskin stesso.
    L’iniziativa che si svolgerà in occasione della Conferenza regionale riguarda la presentazione del Baskin e una dimostrazione pratica con l’allestimento di un campo da gioco e partite dimostrative con le squadre della regione.
Ultimo aggiornamento: 20.07.2017
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