Diritto allo studio, Università inclusiva

Logo conferenza disabilità 2017

Referente: Lucia Guarini R.T.

Partecipano: Massimo Toschi-RT, Donatella Fantozzi, Responsabile Settore Scuola Anci Toscana, Luca Fanucci-Unipi, Massimiliano De Luca-RT, Cristiana Alfonsi,-RT, Sandra Zecchi-Unifi, Sonia Carmignani-Unisi, Marco Moretti-Azienda DSU, Ettore Focardi-Cood.Salute mentale.

Prosegue l’impegno di Regione Toscana a favore dell’inclusione sociale e lavorativa delle persone disabili. Attraverso politiche mirate ma anche il lavoro di ricerca e analisi svolto dai propri Uffici, tra cui l’Osservatorio Sociale, il cui contributo informativo contribuisce alla definizione dell’azione politica.

Il tema dell’integrazione degli studenti disabili, era già emerso a seguito della presentazione del precedente report, nel quale si evidenziava un aumento significativo degli iscritti sia a livello nazionale che regionale. Anche su questo terreno, Regione Toscana è attiva da anni attraverso il Diritto allo Studio Universitario, che in base agli articoli 3 e 34 della Costituzione realizza servizi ed interventi di sostegno allo studio per gli studenti universitari iscritti a corsi di laurea, dottorato di ricerca e scuole di specializzazione delle Università del territorio, ma anche ai percorsi di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM).

Non solo siamo fortemente convinti che le istituzioni debbano incentivare, anche attraverso sostegni mirati, il compimento di percorsi di studio superiore da parte dei soggetti più fragili – ma che tali percorsi siano alla loro portata. Gli esiti positivi rilevati delle carriere scolastiche degli studenti disabili ribadiscono che la strada da percorrere è quella di lavorare in sinergia con le università del territorio, la cui capacità formativa è in grado di assicurare loro un livello di professionalità elevato e quindi una maggiore spendibilità sul mercato del lavoro. E non è, questo, solo un obiettivo strategico, ma una vittoria culturale: la riprova che le persone con svantaggio, messe nelle condizioni opportune, sono in grado di colmare il gap che gli impedisce – anche a causa di impedimenti senz’altro risolvibili, come le barriere architettoniche o la mancanza di un particolare ausilio – di scegliere il modo in cui vivere la loro vita, aldilà del luogo comune che li vede solo oggetto di pratiche assistenziali.

Ultimo aggiornamento: 12.10.2017
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